Il boia domestico

Che specie di assassini e/o di stupratori stiamo allevando ed educando? Se non pensiamo che gli uomini siano violenti “per natura” , così come non pensiamo che le donne siano “per natura” inferiori, deboli, madri e/o prostitute, allora sono queste le domande che dobbiamo farci.
Di quale famiglia, di quale scuola, di quale amore stiamo parlando?
Non serve aumentare le pene, sbattere in prima pagina il ‘boia’ di turno, quando il sessismo, la riduzione della donna a “femmina” –cioè fatta essenzialmente per procreare e dare piacere sessuale- è inscritta a caratteri evidenti nella nostra “normalità”, nella cultura alta –quella che si insegna nelle scuole- e nel senso comune, di uomini e purtroppo anche di donne.
Non serve neppure che si cominci ad usare, per la violenza contro le donne, l’aggettivo “strutturale”, se non dice “di che struttura stiamo parlando”: un modello di civiltà, un immaginario d’amore che portano il segno di quello che è stato finora il protagonista unico della storia, l’unico a decidere dei destini di un sesso e dell’altro.
La responsabilità è del singolo, ma nessuno cresce nel deserto, e da quello che vediamo, sarebbe comunque un deserto pieno di mostri.

http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2016/06/29/news/la-figlia-si-e-salvata-fingendosi-morta-e-saltando-dalla-finestra-1.13741966

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