Seamus Heaney, il poeta che voleva ”preservare l’esperienza”

Articolo pubblicato su Doppiozero il 01 settembre 2013

Il poeta che voleva “preservare l’esperienza “.
“Aveva scoperto che solo parlando di ciò che davvero conosceva e sentiva poteva parlare a tutti. Già in una delle prime poesie ricordava il momento in cui da collegio tornò a casa perché un fratellino era morto investito da un auto, e le sue impressioni di ragazzo salutato dagli adulti che erano “sorry for your trouble” — dispiaciuti per la tua pena. Parole di convenienza, ma che altro dire. (In questi giorni le sentiranno i suoi familiari affranti, che in lui hanno perduto una persona dalle straordinarie qualità umane).
“C’è una sua poesia di congedo in cui il poeta raccomanda al lettore di non dimenticare di trovare qualche ora per mettersi in auto e andare sul promontorio ventoso e fermarsi lì, quando le raffiche di vento arrivano una dopo l’altra e “prendono il cuore di sorpresa e lo aprono”. Èquesta una descrizione perfetta dell’effetto-Heaney, che avviene sul momento, come conclusione imprevista di un incontro con delle parole lette o udite. Improvvisamente siamo nudi ed esposti, compresi dello stupore di una vita così ricca di cose da provare, capire e condividere.”

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