Schegge (amare) domenicali

Nessuna guerra è stata mai combattuta
in modo più sotterraneo
nè ha lasciato segni di distruzione così profondi
come quella che è avvenuta all’ombra
dell’amore e della vita.
Chi ha generato la vita può rientrarvi
solo rinunciando alla propria,
chi ha dato da mangiare agli altri
deve elemosinare la sopravvivenza,
chi si era illuso di essere simile a un dio
può solo tentare
faticosamente
di somigliare a un uomo.
L’uomo sente la sacralità del corpo femminile
ma anche la voglia di aggredirlo.
E’ disposto a venerarlo
finchè esso gli si oppone con la forza e con l’astuzia,
pronto al disprezzo
quando ritiene di averlo vinto.
Il pudore si addice
‘naturalmente’
alle donne
come a un sacerdote
la responsabilità del suo tempio
e del dio
che lo abita.
Ciò che rende ancora adesso
sconosciuto
il corpo di una donna
è il desiderio violento e tenero
che lo scava
per trovarvi l’accogliemento
di una madre.
Foto di Carla Cerati (dal Fondo Lanfranco Colombo)

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