I social stanno divorando le nostre vite?

Un’interessante analisi di Anna Stiede sui limiti di una cura (di sè) che trova un “appagamento individuale e privatizzato” attraverso i social network.
“Mentre nel “mondo analogo” la socialità collettiva si disfa e mentre assistiamo al declino del mutuo soccorso, della cura, dell’assistenza e della formazione, evidentemente nei nuovi mondi digitali gli individui ritrovano una nuova forma di socialità e di legami. Le lacune della vita offline vengono dunque riempite su Facebook e Instagram. Qui le persone riconquistano una sorta di appagamento estemporaneo dei propri desideri: le emozioni possono venire condivise con il mondo intero, il bisogno di buon cibo o di un servizio di pulizie a basso costo viene appagato attraverso delle app. Nello stress della quotidianità tutto viene così rimesso in ordine senza difficoltà, attraverso il proprio smartphone.”

Articolo di Anna Stiede apparso su Effimera il 28.IX.2016, per leggerlo tutto clicca qui.

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