Adolescente è il mondo (Aleramo)

L’onnipotenza dell’organizzazione sociale cresce sull’impotenza del singolo,
ogni forma di dominio su una consegna di schiavitù.
Così il bambino riaccende ogni volta le sue paure per potersi affidare a una madre,
e quando sente muoversi la libertà nelle sue gambe e nelle sue mani,
trema ancora di più e si finge bisognoso del calore ch sta per perdere.
Non ancora capace di far sentire la propria voce, l’ “l’infante” del mondo
Cammina per sentieri che altri hanno preparato per lui, ugualmente ignari
e inconsapevoli del traguardo ultimo di quella fatica.
Sulla gran via polverosa della civiltà cammina un uomo a cui una madre,
non si sa se premurosa o timorosa di perderlo,
ha dato piedi da bambino, perché nello smarrimento continuasse a cercare
braccia rassicuranti.
Se anche le sue opere lo hanno visto farsi grande e sovrastare il corpo
che lo ha partorito, il riposo e il compenso di tanto lavoro
conservano la dolcezza che hanno i giochi dell’infanzia.
Una tranquilla e serena minore età fa da velo alla storia di una specie
che non conosce ancora né nascita né morte,
e che se anche tiene fermo lo sguardo sopra il mondo, non può vederlo
perché ha occhi ciechi.
(da L.M., “Come nasce il sogno d’amore”, Rizzoli 1988, Bollati Boringhieri 2002)

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