‘Dio è morto, ma le dee godono di ottima salute’

”Si può pensare che il carattere religioso attribuito in origine alla donna sia da mettere in relazione con il misterioso processo generativo che avviene nel suo corpo e che la imparenta con le forze invisibili. È per questo che essa continuerà a rappresentare la mediazione necessaria all’uomo per unirsi col suo dio, essendo l’unica esistenza capace di tenere insieme in uno stesso organismo due vite, di svuotarsi nella maternità come nella relazione amorosa di ogni forza propria per far vivere l’altro al proprio interno, di spingersi oltre i confini del proprio io individuale, verso un altro essere.”
“La donna viene così a trovarsi nella posizione contraddittoria e drammatica che molto lucidamente aveva visto Virginia Woolf: un corpo esaltato immaginativamente quanto svilito, insignificante, storicamente; la donna costretta a scegliere tra una oggettivazione che la riduce a natura, e una trasfigurazione simbolica che innalzandola al di sopra della natura, la imparenta con le potenze invisibili.”

Articolo pubblicato il 28.IV.2014 su Minima&Moralia, per leggerlo clicca qui

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