Ad Anna Maria Fabbrichesi

A una donna a cui va la mia gratitudine e il mio ricordo duraturo – Anna Maria Fabbrichesi-. con cui ho fatto una lunga analisi negli anni ’80 e che ci ha lasciato alcuni anni fa.
Era il giorno del mio compleanno e non ho potuto fare a meno di pensare a quella coincidenza con particolare emozione: la lunga analisi che ho fatto con lei è stata una nuova nascita, alla vita e alla scrittura.
Un frammento, a lei dedicato, è contenuto nel libro Come nasce il sogno d’amore (Rizzoli 1988) scritto mentre ero in analisi.
“Alla mia analista
Pensieri duri come sassi e teneri come fiori, anni di gelo che si sciolgono nel tempo di un’ora sotto il calore di una coperta.
Si può sognare il caldo e avere freddo ai piedi.
Ma il caldo che ho sentito oggi è reale come il denaro che pago per non dover solo sognare.
Soffriamo per aver riservato il piacere alle madri.
Ma non sappiamo di aver invidiato il dolore.
Tra due letti vicini c’è un muro di tosse e catarro che si vomita in mezzo.
Io vedo lontano, all’indietro, lei guarda al presente, o più avanti.
Ma se allungo una mano la posso toccare.”
( 25. 2. 1982)
Nella foto: le scritture di Lisetta Carmi

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