Le “insofferenti”, appassionate “metafisiche” poetiche di Nicla Vassallo.

Le “insofferenti”, appassionate “metafisiche” poetiche di Nicla Vassallo.
“Dove e quando hai confinato
il tuo borgo operaio?
assieme alla tua annotazione impareggiabile,
nutrimento lattiginoso dell’essenzialita’?
lo hai confinato per vergogna,
tu risoluta ad acquisire personalita’
e mai venir messa alla gogna:
qualcosa rispetto per le tue origini,
donzella insolente, che ora
vanti conquiste di ogni varietà,
e ripudi chi ti ha scalzato dell’oscurità
fosse solo per te alloggeresti ancora
nella caverna di Platone
e a volte lì ricaschi
tu, donna senza qualità. ”

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