Eredi di una libertà controversa

“La violenza più insidiosa e più lenta da sradicare si capi’ allora che era l’aver forzatamente fatta propria la rappresentazione del mondo dettata dal sesso vincente, la collusione involontaria tra la vittima e l’aggressore. Si prospettava un processo di liberazione e di autonomia che abbracciava territori di esperienza fino allora separati e contrapposti –la famiglia e la società, la sessualità e la politica, l’individuo e la collettività, la biologia e la storia- per il quale non sarebbe bastata certo una generazione.”

Da un articolo pubblicato su tysm il 21.I.2016, per leggerlo clicca qui

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