‘Non sanno’

“Ma poi sorge un altro dubbio, che da sempre mi accompagna, e che non troverà mai una risposta. Si può davvero insegnare a scrivere a scuola? Oppure si tratta di un’abilità che si apprende anche a scuola (all’inizio soprattutto, in minima parte nelle scuole superiori), ma che poi fondamentalmente si riesce ad acquisire perché si cresce in un certo contesto, perché magari in casa circolano anche dei libri e vengono pure letti e rimane addosso quel qualcosa da dire che prima o poi comparirà e permetterà di esprimersi con efficacia?”
(Andrea Giardina)
“Non serve aver letto Freud e il suo famoso saggio sulla negazione (Verneinung) per capire che invece è proprio così, la scuola; che a questo serve: ammortizzatore sociale.
Anch’io ne usufruisco con gratitudine da venticinque anni. Lo so che a molti potrebbe non interessare, ma dovrò pur mangiare, poco e parcamente, anch’io. Che diavolo potrei fare senza la cara, buona, vecchia scuola? Come sbarcherebbero il lunario tanti laureati e/o dottori di ricerca in Italia? E sono i più fortunati quelli che, in quella spietata lotteria ch’è la ricerca d’un lavoro in Italia, finiscono nella scuola.
Naturalmente non è affatto escluso che, a scuola, ci siano pure ottimi insegnanti che insegnano e eccellenti studenti che studiano, ossia persone che onorano il verbo di cui il loro nome è participio presente.” (Alessandro Banda)

Articolo pubblicato il 7.II.2017 su Doppiozero.com, per leggerlo clicca qui

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