Riflessioni sull’articolo di Carlotta Cossutta

Non nascondo le mie perplessità sull’articolo di Carlotta Cossutta, pur condividendo alcune considerazioni generali sugli aspetti oppressivi e alienanti della condizione femminile.
La masturbazione non può essere considerata tout court una riappropriazione da parte delle donne della loro sessualità, tanto meno di un loro specifico godimento, in quanto è rimasta per secoli – si può dire fino al l’autoscienza come pratica femminista degli anni ’70- improntata all’immaginario sessuale maschile, purtroppo fatto proprio inconsapevolmente e forzatamente anche dalle donne. Sottrarla al divieto che ne è stato fatto per loro, e pensare addirittura di proporlo come parola d’ordine per lo “sciopero delle donne” dell’8 marzo, vuol dire non tenere conto della complessità e delle contraddizioni che ancora segnano la “vita intima” delle donne, vuol dire usare la “provocazione” con esiti opposti a quelli che la grande mobilitazione NonUnaMeno vorrebbe ottenere: al posto di una più profonda e diffusa presa di coscienza della violenza maschile in tutti i suoi aspetti, l’allontanamento di molte donne, il rafforzamento dei pregiudizi correnti sul femminismo, di cui purtroppo poco si sa.

Per leggere l’articolo oggetto della riflessione di Lea, clicca qui

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