Studi ‘radicali’

Non Una di Meno
Report del Tavolo Educazione e Formazione (Assemblea nazionale 4-5 febbraio 2017 a Bologna)

“Col consenso unanime abbiamo definito l’educazione alle differenze per la prevenzione e il contrasto della violenza maschile contro le donne non come una generica educazione alla parità, ma come uno sguardo critico e radicale sui saperi. Non una “materia” e nemmeno l’addizione ai programmi di studio del contributo delle donne intese come appendice al sapere dominante, ma un approccio trasversale capace di riconoscere le fonti socio-culturali delle diseguaglianze tra maschile e femminile e decostruire i rapporti di potere con l’obiettivo di trasformare la cultura di genere dominante.”

Per non dimenticare che “genere ” per secoli sono state solo le donne, identificate con sessualità e la maternità, la natura, la materia: un tutto omogeneo con tratti psicologici considerati “naturali”.

Il femminismo e la scuola.
Nelle università si fanno studi di genere, ma poco si sa della cultura e delle pratiche politiche nate dal movimento delle donne.
Un libro prezioso di Elda Guerra: narrazione storica e ampia raccolta di scritti, documenti.

Elda Guerra, “Storia e cultura politica delle donne”, Archetipolibri, Bologna 2008.

(dalla “Prefazione”)
“Alla base vi è l’ipotesi interpretativa secondo la quale una delle più significative rilevanze della contemporaneità è la tensione tra la rappresentazione delle donne come soggetto sociale ovvero la condizione femminile e la loro auto rappresentazione come soggetto politico capace di elaborazione e intervento nei diversi ambiti della vita associata e attento alle relazioni tra pubblico e privato, dimensione collettiva e traiettorie esistenziali (…) il passaggio, indicato da Max Weber, dal mondo della tradizione al mondo della scelta, misurandosi con la modernità. Si è trattato per le donne di un passaggio per molti versi più complesso, rispetto alla storia maschile, proprio perché alle origini stesse del mondo occidentale moderno, lo status di individue, esseri liberi e responsabili, era stato loro negato e aveva prevalso un’identità legata all’appartenenza di genere e alle caratteristiche attribuite alle donne in quanto sesso. Ciò aveva anche significato un’aporia tra riconoscimento dell’universalità dei diritti e negazione del loro esercizio a metà del genere umano, e una subordinazione nella sfera privata cui conseguiva l’inesistenza nella sfera pubblica: su queste contraddizioni si è innestato il percorso di liberazione e di ricerca di libertà che rappresenta uno dei tratti essenziali della vicenda femminile contemporanea.”

“In primo luogo la focalizzazione sulla presenza specifica e autonoma delle donne sulla scena pubblica e politica, al di là delle vicende, pur importanti della loro presenza all’interno delle organizzazioni sociali e politiche miste o dei movimenti femminili ad esse collegati. In secondo luogo, una limitazione di campo rispetto allo stesso significato della parola femminismo: con essa ho inteso riferirmi al corpus di idee, di teorie e pratiche di relazione sedimentate da quella cultura specifica, una cultura che fin dalle sue origini ha voluto tenere insieme le condizioni dell’esistenza, le vite concrete con la prefigurazione di mutamenti possibili sul piano materiale e su quello simbolico della relazione tra i sessi e i generi. E’ stato ed è un insieme di elaborazioni con cui le donne che hanno creato associazioni, gruppi, movimenti si sono confrontate con la costruzione di un differente soggetto politico nel contesto dei mutamenti della modernità, della sua affermazione e della sua crisi, e, oggi, della postmodernità. Ho voluto poi declinare al plurale questa parola nel nesso ‘femminismo/femminismi’, non solo perché è il ‘numero grammaticale’ che più si addice alla storia, ma per dare conto della pluralità insita in questa cultura, delle visioni diverse, delle voci molteplici e non univoche presenti in essa troppo spesso appiattite su una generica rappresentazione delle donne in quanto genere che ne ignora singolarità e differenze.”

screen-shot-2017-02-26-at-11-17-59-am

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...