Obiezione – Milano

Al presidio partecipa Non Una di Meno- Milano
con un volantino in cui si dice, tra l’altro:
“…. Il 68,2% di medici è obiettore di coscienza e in 6 ospedali lombardi tutti i medici sono obiettori
• L’aborto farmacologico viene effettuato nel 5,1% dei casi e nel 52% delle strutture non viene neanche praticato. Inoltre, a differenza che in altre regioni, le donne vengono obbligate a tre giorni di ricovero ospedaliero (in Francia può essere fatto in consultorio seguite da un’ostetrica)
• nel 2016 sono stati spesi 153.414,00 euro per pagare a gettone il personale esterno che garantisce la possibilità di abortire negli ospedali con alti tassi di obiezione
• una legge regionale prevede l’obiezione di struttura nei consultori, rendendo difficile per le donne esercitare il loro diritto ad abortire.
Tutto questo si inserisce in un quadro in cui i consultori vengono depotenziati fino a tagliare i servizi per le donne in menopausa costringendole a rivolgersi agli ospedali, in cui l’educazione sessuale è praticamente inesistente o parziale e inefficace, in cui la prevenzione scompare in favore di una logica aziendale che poco ha a che vedere con la salute.
Per questo il 7 aprile dalle 11 alle 14 saremo in piazza sotto Regione Lombardia nella giornata europea in difesa del servizio sanitario pubblico, a ricordare che la salute sessuale non può essere slegata dal benessere, dal piacere e dalla libertà di scelta, che deve essere possibile sempre.
Sui nostri corpi, sulla nostra salute e sul nostro piacere decidiamo noi.”

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