“Il cielo nascosto. Grammatica dell’interiorità” di Antonio Prete

Elogio della lettura

“La lettura è un ascolto silenzioso. Ed è uno degli esercizi consigliati nelle diverse varianti antiche e moderne, della cura di sé Ciascuno può riandare al tempo e al luogo in cui per lui è accaduto il passaggio dell’apprendimento del leggere all’atto dello sfogliare le pagine di un libro inseguendo il farsi di una storia.
(…)
Leggere è legare lettere tra di loro, e allo stesso tempo trasformare la frase in immagine, in paesaggio, in situazione. Profumi, colori, sapori sono percepiti quasi fisicamente: tutto vive dinanzi a noi mentre leggiamo. Un mondo accade. Leggere è fare esperienza del tempo, della sua estensione: mentre leggiamo, il tempo sembra perdere la sua prima amara qualità, che è quella di essere irreversibile, e infatti quel che è scomparso riappare, quel che più non c’è torna a vivere, e persino ciòche non è mai accaduto, e ciò che non potrà mai accadere ha una presenza, una sua vita.
(…)
Leggere è far respirare, insieme, l’immaginazione e il pensiero. Esercizio più che mai necessario nella nostra epoca: controla dissipazione e la distrazione. Contro la spettacolarizzazione. Il tempo del leggere è custodia dell’interiorita’. O anche, persino, riscoperta della propria interiorità.”

(Antonio Prete;m, “Il cielo nascosto. Grammatica dell’interiorita’” Bollati Boringhieri 2016)

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