François Jullien

François Jullien:

la “seconda vita come “sprigionamento” di risorse, energie bloccate, emancipazione da una prima vita che si era bloccata o peggio impantanata.

“La saggezza, pensandosi come compensazione della vecchiaia, ne subisce come contraccolpo, anche suo malgrado, le determinazioni negative (…) assume il profilo della rassegnazione-riconciliazione, della restrizione, della ‘misura’ che evita gli eccessi. La saggezza è grigia, diceva Wittgenstein.

La seconda vita, al contrario, reiscrivendo l’inizio nella vita attraverso la dissociazione sempre più marcata rispetto alla vita passata, vi attinge una forza che, per scarto, è propulsiva e, di conseguenza, la dinamizza.

Essa si presenta così come una rimessa in tensione del vivere che può risultare più piena rispetto ai tempi della precedente vita in quanto si tratta di qualcosa di più deciso che, guidato dalla lucidità acquisita, è disposto ad assumersi maggiori rischi.

La seconda vita va più in profondità e si vive maggiormente, più rigorosamente, come una SFIDA (il contrario del “ripiegamento” ma senza cadere nel rifiuto). Dal momento che accede a una maggiore radicalità e non ha più nulla da perdere, essa può più rigorosamente “osare”, in maniera meno esuberante ma più calibrata”.

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