Rileggiamo la nostra storia greco romana cristiana.

Dal libro di Francesca Romana Recchia Luciani e Antonella Masi, ” Saperi di genere. Dalla rivoluzione femminista l’emergere di nuove soggettività.”, G.D’Anna Casa editrice, Firenze 2017, il primo di una collana rivolta ai docenti di Storia e Filosofia e agli studenti dei licei di tutti gli indirizzi.

INSTRUMENTUM PROCREATIONIS

“Questa idea della donna come “macchina procreativa”, la cui utilità si limita a perpetuare le generazioni umane, non fa che riecheggiare la concezione puramente strumentale che, come si è visto, è stata così spesso espressa e confermata sin dalle origini della cultura occidentale per stabilire l’assegnazione esclusiva delle donne alla loro propria missione procreativa, al loro compito irrinunciabile di garantire la prosecuzione della specie.

Tale consegna di ordine esclusivamente biologico ha affidato stabilmente le donne alla natura, inchiodandole alla loro sessualità e a un destino senza alternative, nel migliore dei casi di spose e di madri, nel peggiore di oggetti di consumo sessuale maschile. Ciò basti a dimostrare quanto radicata questa visione limitativa e inferiorizzante delle donne e come abbia conformato per secoli la loro presenza nel mondo subordinandole agli uomini, alla famiglia e alla società.”

Per uscire dagli “stereotipi di genere” non basta insegnare il “politicamente corretto”, ma occorre andare alla radice dei saperi che si trasmettono attraverso la scuola e di cui è imbevuto il senso comune. Sono questi i libri di cui abbiamo bisogno.

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