Lea, perché?

“Chi pensa che il privato da non toccare siano solo “panni sporchi” della famiglia o “i sanitari del cesso”, è perfettamente in linea con la visione classica, storicamente accreditata, della politica che ha creduto di poter rinchiudere nelle case gli aspetti meno presentabili dell’umano, perché più vicini alla natura animale: i corpi, le donne, la sessualità, la malattia, la vecchiaia, la morte. Lo stesso si può dire di quanti, a destra e a sinistra, si affannano a ricordare che ci si sta dimenticando dei bisogni sociali “veri”, come se la volgarità, il voyeurismo, la bigotteria, non fossero il risvolto violento e deformante dell’insignificanza in cui sono tenuti da secoli di patriarcato la relazione tra i sessi, l’amore, la sessualità, la conservazione della vita, cioè quella parte enorme, insondata, della storia che ha al centro la persona nella sua interezza, e che solo la difesa del privilegio maschile ha potuto confinare in un immobile ordine di natura.”

Da ”Perché ‘il personale è politico’ resta solo uno slogan”, su Università delle Donne

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Dalla famiglia ”naturale” alle ”altre intimità”

Sandra Burchi scrive: ‘Bel seminario sabato scorso alla LUD il primo dei tre dedicati al tema della famiglia:  Dalla famiglia “naturale” alle “altre intimità”.
La Libera Università delle Donne è un posto in cui si discute, in cui la passione di Lea Melandri e le altre rende tutto più interessante.
Grazie a Lea, Cristina, Chiara, Adriana… un pezzo della mia rete milanese.’

LUD – corso di Porta Nuova 32- Milano
Il prossimo appuntamento per il 2° SEMINARIO del ciclo sarà
sabato 19 novembre 2016 ore 14,30 -18
Dalle “differenze di genere” alle “singolarità incarnate”
Intervengono: Carlotta Cossutta, Lucia Leonardi, Maia Pedulla’ e Federico Zappino
Coordina: Lea Melandri
Cosa significa liberare il corpo e la sessualità dai modelli culturali eteronormativi egemonici e appropriarsene per la creazione di nuove forme di intimità, di relazione e di mutualità controegemoniche? Quali somiglianze e differenze di analisi e pratiche politiche tra generazioni? Se negli anni Settanta è stata centrale la creazione di una “individualità femminile autonoma” dai modelli interiorizzati, oggi è importante interrogarsi sullo statuto politico e trasformativo delle sperimentazioni identitarie e corporee, su chi coinvolgano, e se, e in che modo, le categorie di “differenza sessuale”, di “genere” e di “eteronormatività” consentano di leggere i processi di individuazione e di relazione contemporanei.

LUD – Libera università delle Donne.

Ascolta la registrazione cliccando qui

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