Aborto. La grande ossessione dell’immaginario maschile…

“Si discute molto in questo momento della scelta di fare o non fare figli, e della violenza quotidiana che subiscono le donne per lo più da parte di uomini con cui hanno intrattenuto legami amorosi e famigliari. Come si fa a non vedere il legame fra due questioni di primo piano nel rapporto tra i sessi e il ritorno di quella grande ossessione della cultura maschile più conservatrice, fatta propria purtroppo anche dalle donne, che è l’interruzione volontaria di gravidanza?

La grande ossessione che attraversa la storia fin qui conosciuta del rapporto uomo-donna è chiaro che riguarda essenzialmente la maternità, vista come destino naturale o obbligo procreativo per la donna: madre sempre e comunque, anche quando è solo moglie, figlia, sorella, compagna di vita; snaturata se non fa figli o se li uccide allo stato embrionale, ma anche se decide di abbandonare il luogo dove l’uomo si aspetta di trovarla -la casa, la famiglia, la cura del suo benessere e del suoi interessi.

La violenza maschile ha molti aspetti –da quelli più selvaggi e manifesti a quelli più invisibili, che si ammantano di sacralità e rispetto dei più alti valori umani- , ma un obiettivo sempre più evidente: impedire che le donne trovino il senso della propria vita in se stesse, e non nell’essere al servizio o in funzione dell’altro, nel rifiuto di conformarsi a modelli che contrastano coi loro desideri, a essere, come sono sempre state un «mezzo per un fine», nella sessualità come nella procreazione e nelle forme più elevate dell’amore.”

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“Sui nostri corpi, sulla nostra salute e sul nostro piacere decidiamo noi!”

Non Una Di Meno

L’8 marzo vogliamo ribadire che la nostra AUTODETERMINAZIONE SESSUALE E RIPRODUTTIVA non si tocca, che sul nostro piacere, sulla nostra salute, sulle nostre scelte e sui nostri corpi decidiamo noi, che siamo orgogliosamente anomale, sproporzionate, poco produttive e disfunzionali. L’8 marzo scioperiamo: ci asteniamo dall’attività produttiva e riproduttiva per riappropriarci dei nostri corpi. Perché ogni giorno delle nostre vite vogliamo sottrarci alla violenza medica e ostetrica, liberare le nostre scelte, godere pienamente di tutto ciò che i nostri corpi possono e desiderano. Crediamo che lottare per la nostra salute sessuale e riproduttiva voglia dire riappropriarci del nostro piacere e mettere in discussione le logiche medicalizzanti e patologizzanti.
Scioperiamo per reclamare il diritto all’aborto libero e perché nessuna sia obbligata alla maternità”
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Sosteniamo Zingaretti e il bando dell’Ospedale San Camillo di Roma contro chi non ha il coraggio di attaccare direttamente la Legge 194 e usa tutti i mezzi per renderla inapplicabile. Facciamo in modo che diventi un esempio, una “buona pratica” per tutti gli ospedali dove la presenza pressoché esclusiva di obiettori di coscienza impedisce di fare aborti.
“Giuseppe Lavra chiede al presidente della Regione Lazio di revocare l”’atto iniquo” della assunzione di due medici sulla base di un concorso per non obiettori all’aborto. Lavra chiede anche che il Comitato Centrale della Federazione nazionale, la FNOMCEO, di pronunci su questa vicenda. “Prevedere un concorso soltanto per non obiettori di coscienza – spiega – ha il significato di discriminazione di chi esercita un diritto sancito dalla bioetica e dalla deontologia medica”.
Pronta la replica della Regione Lazio: “Le procedure avviate oltre un anno fa, per completare l’organico dei servizi dedicati alle prestazioni assistenziali relative all’applicazione della legge 194 presso l’ospedale San Camillo, – spiega una nota – non contengono alcuna forma di iniquità poiché non vi è nel testo del decreto alcun accenno o riferimenti,tra i requisiti previsti,all’obiezione di coscienza, ma una specifica indicazione delle funzioni da svolgere per le prestazioni assistenziali legate all’erogazione del servizio.”
(Il Fatto Quotidiano)

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Sulla legge 194: Giulia Carmen Fasolo

Articolo di Giulia Carmen Fasolo pubblicato il 25 giugno 2016. Per leggerlo, clicca qui.

Un ottimo intervento di Giulia Carmen Fasolo sulla Legge 194, che non viene attaccata direttamente ma resa inapplicabile. Un’ ipocrisia italica che ben conosciamo.

“Oggigiorno, cercare un luogo sanitario dove tutto il personale sanitario non abbia scelto l’obiezione di coscienza è cercare un ago in un pagliaio. Così, ciò che una volta era un diritto della donna, ora è divenuto un dovere di accettare l’obiezione di coscienza tout court.”

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