L’Europa vista dalla Grecia

Intervista al poeta greco Sotirios Pastakas, a cura di Francesco Napoli.
(“Almanacco dei poeti e della poesia contemporanea”, n.1, 2013, Raffaelli Editore)
Stralci
“D. La tua impressione immediata alla parola “Europa”?
R. Cosa posso dirti, per me e per tanti come me resta uno spazio dove noi poeti Greci apparteniamo di diritto, e ci mancherebbe pure visto cosa abbiamo saputo dare origine con la nostra poesia, ma al quale “non appartiene” la nostra società, e non capisco perché.
D. Come appare adesso l’Europa vista da laggiù?
R. Mi piace una immagine medica: in particolare tutti i paesi del sud Europa sembrano essere sieropositivi, ma chi vi vive ne è perfettamente consapevole; mi chiedo se negli altri paesi ne sono allo stesso modo consapevoli. Perché la mia sensazione , e forse anche più di una sensazione, è che l’AIDS l’hanno un po’ tutto in Europa. Siamo tutti ammalati di una medesima malattia ed è certamente meglio aiutarsi che combattersi.
D. La Grecia, si sa, è al centro della discussione, almeno da questa parte del continente: come vivi nella tua nazione questo momento?
R. Posso dire una cosa che potrebbe apparire paradossale? Non abbiamo più paura della eventuale povertà, e credo possa essere considerata una forza. “Solo i morti sono poveri,Angela Merkel”, tanto per menzionare la chiusa della mia trilogia sulla povertà.
D. Euro o non euro, questo è il dilemma: ma non ti pare che sia in ballo anche altro?
R. Sicuramente in ballo c’è la Germania nazi di una sorta di Quarto Reich!
D. Non ti sembra che questa crisi dell’Europa possa essere letta come simbolo della crisi dell’uomo contemporaneo?
R. No, categoricamente no. Per me la crisi attuale è un prodotto lordo del sistema bancario, punto e basta. Esempio: le banche hanno nelle mani 1 euro e ne prestano 99…da chi vogliono indietro i 100? Ma dalle categorie più povere (Ma forse vale il contrario: hanno in mano 99, ne prestano 1 e poi vogliono 100).
D. Le ricette possibili per recuperare un’idea di Europa, e di uomo, ammesso che questa idea vada poi recuperata?
R. Non c’è ne può essere una. Quello che oggi è la Grecia per l’Europa, fra pochi anni sarà l’Europa nel suo insieme per la Cina: un continente fallito, abitato da vecchi.
(..)
D. La cultura greca come ha risposto alla situazione di oggi? E la poesia in particolare?
R. Come era lecito attendersi la poesia , come poeti e uomini legati al genere, ha reagito a modo suo ma con energia, quasi “violenza” mi verrebbe da dire. E non tanto commentando la situazione economica e politica, intervenendo nello specifico delle singole misure via via adottate, almeno nelle sue espressioni artistiche, ma con un insolito fremito vitale, quello stesso che caratterizza ogni essere che vuole conservare gelosamente la sua autonomia d’azione e di pensiero.
(..)
D. Nella tua poesia c’è ora ampio spazio al registro “civile”. Parlaci un po’ più diffusamente della tua storia poetica, così da farti conoscere meglio dal pubblico italiano.
R. E’ appena uscita, ottobre 2012, la mia trilogia sulla povertà: 100 composizioni in tutto, scritte dal 2010 a oggi. Non so se questo è il momento giusto di questo dialogo ma devo anche confessare che personalmente la crisi l’ho vissuta in anticipo essendo licenziato dal mio lavoro l’anno prima, nel 2009, e quindi la crisi ufficiale, quella letta su tutti i giornali e che nel paese è arrivata come una mazzata, mi ha trovato in qualche modo preparato.
(..)
D. Quali sono le tue attese per i prossimi anni, sia pure sul piano culturale, e non solo greco, ma anche su quello legato alla società dell’Essere?
R. Un grande poeta che verrà dagli strati più poveri, e direi quasi così come evocato da Alfonso Gatto. La povertà passa, non è certo una malattia, perché alcune di queste passano. Sono per inclinazione ottimista, anche su questa attuale società. Sono quasi certo che saprà trovare le energie per risorgere, anche dopo questa crisi ormai decennale e profonda come poche nella storia dell’Occidente. Potrebbe perfino venire fuori dalle ceneri di questa società odierna una più grande e migliore.

Screen Shot 2016-06-26 at 8.43.38 AM