Sulla libertà procreativa

Non è la salute procreativa che preoccupa ma la LIBERTA’ procreativa che le donne si sono faticosamente conquistata.
Oggi, più che una “religione “, la madre è diventata più cinicamente (realisticamente) “Fertilità”, terra risorsa da far fruttare per la salvaguardia della “stirpe” italica in deciso declino, per non dire in via di estinzione.
Mezzo secolo di consapevolezze e di cambiamenti radicali nel rapporto tra i sessi bypassati con una stupidità arrogante che potremmo seppellire con una risata. Ma nel nostro paese così familistico e mamma dipendente temo che non basti.
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“Che la donna non dovesse mai aver bisogno di affermare la sua individualità, che fosse destinata a “vivere per gli altri”, “amare e partorire”, e che questo sacrificio di sé facesse di lei una “religione”, era stato il massimo tributo che pensatori del secolo precedente, come Michelet, Bachofen, Mantegazza, avevano creduto di fare alla “differenza” femminile.”

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