28 marzo 1941. Ricorrenze: Virginia Woolf

Viriginia Woolf:
“Lasciate dunque, come un bimbo che avanzi scalzo nelle acque fredde di un fiume, che io discenda di nuovo in quella corrente.”
In quel fiume, vicino a casa, il 28 marzo 1941, Virginia Woolf, dopo essersi riempita le tasche di sassi, discese per porre fine alla propria vita.
Frammenti da “Momenti di essere”, La Tartaruga Edizioni, Milano 1977
“Il passato ritorna soltanto quando il presente scorre così liscio da parere la superficie mobile di un fiume profondo. Allora si vede attraverso la superficie fino in fondo. In quei momenti ritrovo la soddisfazione più grande, che non è di pensare al passato; ma di vivere, in quei momenti, più appieno il presente (…) scrivo per ritrovare il senso del presente nell’ombra che il passato getta su questa superficie frantumata.
Lasciate dunque, come un bimbo che avanzi scalzo nelle acque fredde di un fiume, che io discenda di nuovo in quella corrente.”
“Non è dunque possibile, mi sono chiesta spesso, che le cose vissute con grande intensità posseggano una vita indipendente dalla nostra mente; continuino anzi tuttora a esistere? E se è così, non sarà possibile in futuro inventare una macchina per intercettarle? L’immagino, il passato, come un viale alle mie spalle; un lungo nastro di scene, di emozioni. E laggiù, alla fine del viale, stanno gli orti e la stanza dei bambini (…) Le emozioni intense non possono non lasciare traccia; si tratta solo di scoprire come ricollegarsi di nuovo con esse, e potremo rivivere per intero la nostra vita dall’inizio.”
“Fino ai quarant’anni e oltre -potrei stabilire la data controllando quando scrissi “Gita al faro”, ma non ho voglia ora di prendermi la briga- fui ossessionata dalla presenza di mia madre. Ne udivo la voce, la vedevo, mi immaginavo cosa avrebbe detto o fatto in ogni momento della mia giornata. Era una delle presenze invisibili che svolgono tanta parte in ogni vita umana (…) ebbene, se non sappiamo analizzare queste presenze invisibili, sapremo ben poco del soggetto delle memorie; e allora, che futile attività diventa scrivere biografie. Mi vedo come un pesce nella corrente; sospinto altrove; trattenuto; ma non so descrivere la corrente.”
“Poi un giorno, mentre attraversavo Tavistock Square pensai, come mi accade talvolta con i miei libri, pensai “Gita la faro” (..) scrissi il libro molto rapidamente; e quando l’ebbi finito, smisi di essere ossessionata da mia madre: non odo più la sua voce; non la vedo. Probabilmente feci a me stessa quello che gli psicoanalisti fanno ai loro pazienti. Diedi espressione a qualche emozione antica e profonda. Ed esprimendola ne trovai la spiegazione e la potei riportare placata.”
“Eccola, mia madre, al centro della vasta cattedrale che era l’infanzia; era là dall’inizio (…) E, s’intende, era il centro di tutto. Il centro:forse è questa la parola che esprime meglio la diffusa sensazione che avevo di vivere immersa così totalmente nell’atmosfera di lei, da non distaccarmi mai abbastanza da vederla come persona (…) Quante cose sconnesse ricordo di mia madre, se lascio scorrere il pensiero; ma tutte di lei in compagnia; di lei in mezzo ad altri; di lei generalizzata; dispersa, onnipresente, di lei come creatrice di quell’affollato, allegro mondo ruotante al centro della mia infanzia. “

Screen Shot 2017-03-30 at 8.21.37 PM

Sul patriarcato

Patriarcato:
un dominio lungo quanto la storia della specie umana, conosciuta finora, e forse per questo così radicato nell’inconscio collettivo da sembrare “naturale”.
Non permettiamo che le gravi ‘emergenze’ in cui ci troviamo finiscano per mettere in ombra ancora una volta la questione uomo-donna, che è alla radice di tante guerre di ieri e di oggi.
Cerchiamo i legami che ci sono sempre stati tra realtà sociali, economiche e politiche di ogni tempo e il dominio millenario di un sesso sull’altro.
Non lasciamoci spaventare dalla precocità degli stereotipi di genere, non rassegnamoci
alla loro presunta ‘normalità ‘.
Impariamo dai bambini a scoprire quello che resta così tenacemente sepolto nei nostri pregiudizi di adulti.


4 settembre 2015

Cosa dicono le foto dei bambini?

Dicono di guerre tra uomini e tra popoli che portano morte, povertà e distruzione.
Ma dicono anche della guerra mai dichiarata che ha sottomesso le donne agli uomini e che compare già inscritta precocemente (innocentemente) nei loro corpi.
Come si vede in una bella foto di Liliana Barchiesi.

Annie Leclerc, “Della Paedophilia e altri sentimenti”, Malcor D’ Edizioni, Catania 2015.

Violenza sessuale
La ritorsione violenta, la gogna, contro gli aggressori non portano da nessuna parte, meno che mai su una questione come la violenza sessuale che ha ramificazioni diffuse nella famiglia nella scuola nella società e nei pregiudizi sessisti che tutti/e ci portiamo dentro. Quasi sempre senza rendercene conto.
Non è un caso che le analisi più coraggiose capaci di mostrarla in tutte le sue ambiguità e contraddizioni, di additarne le insospettabili parentele con la ‘normalità ‘, vengano dalle persone che l’hanno subita su di sé.
Tale è il caso della scrittrice Annie Leclerc e del libro postumo provocatoriamente coraggioso che ci ha lasciato sulla pedofilia, tanto diffusa, come sappiamo, quanto passata sotto silenzio.
La sorte toccata anche a questo libro, che ripropongo all’attenzione.

——-

Paedophilia e pedofilia: la stessa radice. Solo etimologica?

Il libro di una vita, uscito postumo, di Annie Leclerc, figura centrale del femminismo francese, passato non a caso sotto silenzio: un tema inquietante, una scrittura che nulla concede ai luoghi comuni, la lucida e insieme lirica analisi del fenomeno in cui più confusi appaiono amore e violenza, tenerezza e perversione.
Forse per questo: “il più diffuso, il meno contestato, il più straziante dei sentimenti. Ma al contempo “ il sentimento su cui meno ci si interroga e si riflette”.

Stralci:

“Paedophilia: dal greco pais, paidos, infante e philia, amore, attrazione, passione, ecc. Non c’è affatto l’idea di sesso nella formazione della parola. Ma quando si parla di ‘pedofili’ è solo questione di sesso e per niente d’amore. Risultato, manca una parola per dire questo: la gioia di vedere l’infante, questa emozione, questa adorazione abbagliante, questo rallegrarsi, perché è lui, l’infante, che delizia la coscienza, lo sguardo, l’anima. Nessuna parola per questo fervore così diffuso, possente ed evidente? Quale è il lupo che ha mangiato la parola?”

“Paedophilia sarebbe il più antico e il più attuale dei demoni che presiedono alla sorte degli umani. Si tenderebbe perciò ad ignorarlo, sia per la sua estrema evidenza, sia pe l’ambiguità delle sue manifestazioni (…) Ora, non solamente la identifico perfettamente quando si accosta a me e mi pervade, ma la riconosco senza la minima difficoltà dovunque si manifesti. La giovane puerpera, che accoglie per la prima volta tra le braccia il suo neonato e piange per l’enorme gioia; il padre che tiene teneramente sulle ginocchia il bimbo, leggendogli una storia, il vecchio su una panchina della piazza che osserva con un’aureola improvvisa di beatitudine i giochi dei bambini. Ma la riconosco anche all’opera nell’uomo grigio e solo che si attarda all’uscita delle scuole e inala fino allo stordimento, occhi semichiusi, l’odore della carne fresca in ondate che si frangono, in espansione, in profusione, in delirio di primavera.”

“Ciò che veramente credo, è che noi tutti apparteniamo a Paedophilia. Come regola generale Paedophilia dona la vita, il latte, la fiducia e le parole.
Ma capita che Paedophilia faccia tutto il contrario, che si ritorca contro la vita, seminando il terrore, il silenzio e la morte.
Se Paedophilia a grandi e piccini procura il bene più prezioso, talvolta fa il male più grande. E’ un incredibile mistero. E sfida talmente la coscienza che non si sa che dirne. Non è una colpa quella di provare Paedophilia. Tutto il mondo ci passa. E’ il più diffuso, il meno contestato, il più straziante dei sentimenti. Ma è al contempo il sentimento su cui meno ci si interroga e si riflette.”

p.s. Grazie a Luciana Piddiu e Giovanna Stancanelli per averlo scoperto e tradotto in italiano.

screen-shot-2016-09-19-at-10-11-38-pm