‘Non una di meno in Italia: un movimento intersezionale?’

“L’obiettivo di un’analisi intersezionale della realtà è nominare il mutuo costituirsi di rapporti di potere strutturali come genere, razza, classe e sessualità e incidere su di essi per realizzare una maggiore uguaglianza sociale. Si tratta di un obiettivo politico. Ci sembra importante chiedere: perché il termine intersezionalità è così ricorrente in questo momento?”

Articolo di Miriam Tola e Valeria Ribeiro Corossacz pubblicato su Dinamo il 20 aprile 2017, clicca qui

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‘Odiatevi tra voi, che state in basso’ di Alessandro Gilioli

Un articolo di Alessandro Giglioli pubblicato su L’Espresso il 26 agosto 2016
“Ecco appunto: questo è il tratto forte dell’oggi, quello a cui ci hanno portato gli ultimi decenni – e ben oltre il terremoto: odiatevi tra voi, che state in basso.
Odiatevi tra voi, che avete dei problemi.
Ammazzatevi tra voi, che siete deboli.
Italiani e migranti, certo, ma non solo: anche pensionati al minimo e giovani disoccupati, interinali e voucheristi, partite Iva e operai, cassieri dei centri commerciali e precari dei call center, poveri del nord e poveri del Sud, e così via all’infinito.
La giustapposizione tra migranti e terremotati è solo la rappresentazione plastica di questo gioco dell’odio intrecciato, di questi non-blocchi sociali che sono diventate schegge di rabbia messe una contro l’altra.”

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‘Affari e abbandono, dai tempi dei Piemontesi’ di Pino Aprile

Dall’articolo di Pino Aprile apparso su ‘Il Manifesto’ il 12.07.2016

“I morti di Andria sono vittime di una guerra razzista contro i meridionali. L’abbandono ferroviario è solo uno dei modi in cui si manifesta. Se vi sembra eccessivo, prendete il treno per Matera, o per Trapani, o per Crotone. E dio vi accompagni.”
”Un paese coloniale. Ancora oggi, un secolo e mezzo dopo, manca il collegamento fra le due più grandi città del Mezzogiorno continentale, con enormi danni economici, perdite di tempo: provate a immaginare se non ci fosse linea diretta fra Milano e Torino”

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