Pillole di una saggezza inascoltata

(Luce Irigaray, “All’inizio, lei era”, Bollati Boringhieri 2013)
“L’ accesso alla vita pubblica rimane riservato alle donne capaci di presentarsi come uomini, o di integrarsi ai modi, al linguaggio e alla cultura degli uomini.”
“L’uomo edifica una nuova dimora con il linguaggio. Ma chi l’abiterà? Da quel momento il senso di un vocabolo non è più valutato a seconda della sua fedeltà al reale vivente o all’altro, ma a seconda della sua occorrenza nell’insieme del parlare.”
“Forse tale era il cammino che l’uomo voleva prendere per sfuggire alla sua venuta al mondo corporea, per salire al vertice di se stesso (…) Rinnega così la sua generazione da lei, non coltiva questo dono, né in quanto tale né come relazione con lei. Si vuole creato da un maestro o da un Dio del suo genere: origine e fine del suo percorso (…) saltando dall’animalità alla divinità, non ha coltivato la sua umanità.”
“Né il logos, né un Dio, che si dice solo al maschile, hanno realmente trasceso il mondo naturale. L’hanno raddoppiato artificialmente per non aver trovato come esprimere un movimento di crescita naturale. Per riuscire a riprodurre da solo, l’uomo ha dovuto interrompere la continuità del divenire della vita, staccarla dalle sue radici.”
“E’ attraverso una divisione tra corpo e anima, natura e cultura, sensibile e intellegibile, che la soggettività maschile ha provato a emergere da un legame indifferenziato con il suo primo altro. E’ attraverso una logica dell’accoppiamento di opposti che la soggettività maschile si è apparentemente separata dalla sua origine naturale e affettiva.”
“Il soggetto maschile occidentale ha conservato un’aderenza al mondo materno (…) La separazione dell’intelligibilità dalla sensibilità non risolve il problema. E’ attraverso una sorta di sonno o sogno che l’uomo si avvicina al mondo (…) il mondo che ha costruito per superare il suo aderire al mondo materno, per affermare se stesso contro la madre, è diventato uno schermo, addirittura un’arma, che interviene tra il soggetto maschile e se stesso, e impedisce a ogni uomo di tornare a se stesso.”

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