Su Goro

Che cosa sta succedendo nell’Emilia-Romagna un tempo orgogliosamente “rossa ” per le sue buone amministrazioni, per i suoi ideali di giustizia sociale? E’ questa l’eredità culturale della sinistra?
Oggi di “rosso ” mi pare che resti solo la vergogna.
Un’aggiunta:
Penso alla miopia e a qualche responsabilità della sinistra di partito nell’aver osteggiato i movimenti che portavano a un ripensamento della politica sulla base di tutto ciò che è stato considerato “non politico ” e che oggi, non interrogato e modificato, è il retroterra su cui crescono populismo, razzismo, antipolitica ecc.
Ha ragione Deborah Dirani:
“Adesso potete starvene tranquilli in mezzo alla vostra nebbia, con le vostre cozze, con quell’umidità che ammuffisce le vostre case. Potete restarvene lì: 600 italiani dei quali, da italiana, mi vergogno”.

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Un’interessante analisi del ‘populismo’ di Sandro Mezzadra

Articolo pubblicato il 1 agosto 2016 su OperaViva

Un interessante analisi del “populismo ” di Sandro Mezzadra.
“Assumere il ” populismo» come sintomo e battersi senza tregua contro le sue manifestazioni dominanti in Europa significa in fondo riferirsi a un «popolo che manca» e lavorare per l’invenzione di nuove forme di soggettività e azione politica, che sappiano muoversi e articolarsi su una molteplicità di scale territoriali per investire direttamente lo spazio europeo.”
(Sarebbe importante aggiungere che ” il popolo che manca” o che è mancato finora è un popolo di uomini e di donne, una storia, come scriveva Carla Lonzi, che abbia le donne come “soggetto ” politico.)

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