Mostra sul ’68: inattuale…o attuale più che mai?

Roma – Il ‘ 68 va in Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea

Una ricorrenza…Ma c’è anche chi ha fatto di quell’ “inizio” il senso di una vita.

“Antiautoritarismo diventa, nelle pratiche della dissidenza, appello contro l’ “integrazione”, smascheramento delle logiche di dominio che, interiorizzate precocemente, producono consenso, accettazione passiva di un sistema “la cui regolazione è già prevista in anticipo.”

Inattuale…o più attuale che mai?

Artemisia: Melandri e Mojana la raccontano così

Una femminista storica e una storica dell’arte ci raccontano la loro idea della vita di Artemisia e della centralità della pittura molto più che della vicenda dello stupro. Una visione differente dalla rappresentazione della mostra di Palazzo Reale.
Lea Melandri e Marina Mojana

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Pazze di maternità

‘Articolo di Lea Melandri a pochi giorni dall’inaugurazione, alla Casa, della mostra Madri Perdute (12-19 ottobre), con cui vogliamo riflettere sul tema della maternità.’

Rilette oggi, sotto l’effetto della recente sequenza di infanticidi, le parole con cui Jules Michelet, nel 1859, descriveva il destino femminile, prendono un significato sinistramente capovolto: “Deve amare e partorire, è questo il suo sacro dovere. Fin dalla culla la donna è madre, pazza di maternità”. Nell’idealizzazione di un uomo-figlio, certo di essere il destinatario naturale della felicità, niente lascia intendere che l’ “eccesso di passione” di cui si è creduta depositaria la donna avrebbe potuto compartire odio anziché amore, follia al posto di salute. Eppure non doveva essere difficile immaginare che il sacrificio di sé, la dedizione totale agli altri, avrebbe potuto chiedere presto o tardi una contropartita altrettanto distruttiva. Anche Freud, così lucido nel riconoscere la commistione di sentimenti opposti, di tenerezza e ostilità, nei confronti di persone amate, non esita a ritagliare intorno alla coppia madre e figlio una zona franca, “esente da ambivalenze”.

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CASA JANNACCI

A CASA JANNACCI
Centro di prima accoglienza di viale Ortles a Milano, succedono sempre cose belle.
Come la serie di opere realizzate dagli ospiti della Casa durante i laboratori creativi messi a disposizione dal Centro e dagli operatori, che ogni giorno si dedicano con passione al benessere delle persone che, per qualche tempo, si trovano a trascorrere lì la loro vita. Perchè l’arte – affermano – ha indiscutibilmente la capacità di portare la meraviglia anche nei luoghi piu’ insospettabili. Il risultato sono un serie di opere dalla forte carica espressiva, collegate tra loro da un unico tema: l’identità. “Una identità che, nel caso specifico, non puo’ che confrontarsi irrimediabilmente con l’orizzonte travagliato della dignità e del riscatto”.
Vedere per credere: le opere saranno raccolte in una mostra a cura di Jacopo Tartari e Donatella De Clemente, presso la Casa dei Diritti in via De Amicis a Milano dal 27 settembre, giorno dell’inaugurazione, fino al 4 ottobre.

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