“La verità, vi prego, sulla psicoanalisi”

“La verità, vi prego, sulla psicoanalisi” è un saggio di Vittorio Lingiardi pubblicato nel libro a cura di Nicole Janigro, “Della vocazione della psiche. Undici terapeuti si raccontano”, Einaudi 2015.
Psichiatra, psicoanalista e poeta, Lingiardi scrive:
“Pensare poeticamente mi sostiene e spesso mi governa. Ho iniziato a scrivere poesie intorno ai vent’anni. Mia madre si era ammalata e morì di li a poco. Poi ho capito che la poesia era un modo per dare una forma al dolore. Quindi per contenerlo, e anche conoscerlo. Con il tempo ho scoperto che ogni grande affetto ha una sua forma, e così ho iniziato a scrivere anche per l’amore e non solo per la morte.
La poesia, la costruzione del verso, è diventata il mio modo di osservare il mondo.”
Vittorio Lingiardi, “Alterazioni del ritmo”, Nottetempo 2015
“Non c’è più precisione in questo amore.
La confusione ha vinto ed al poeta
non è stato risparmiato il disonore.”
“La maggior parte del tempo
era passato
nel desiderio di sentirsi amato”
“Non so spiegarti come
ma il corpo mi ossessiona:
nella sua forma astratta
lo guardo e mi appassiona,
è come una bestiola
che piange e mi consola.”
“Vogliamo bene alle cose
per la loro pazienza di restare.
Vicino a noi, per anni
senza mai cambiare.”
“Soavemente lappone
poi duramente egea
non era il mimetismo
ma il viso del paesaggio
che ti faceva dea.”
Nota biografica:
Vittorio Lingiardi è psichiatra e psicoanalista. Insegna alla Sapienza,
Università di Roma. La sua precedente raccolta si intitola “La confusione è precisa in amore” (Nottetempo 2012)

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Nicole Janigro, “Psicoanalisi. Un’eredità al futuro”

Nicole Janigro, “Psicoanalisi. Un’eredità al futuro”, Mimesis Edizioni 2017.
Un piccolo gioiello di intensità e chiarezza sul potenziale umano che ha la “stanza dell’analisi”.
“L’interpretazione dei sogni”, che chiude l’Ottocento e apre al Novecento, scopre quante stanze chiuse abitano la nostra casa interiore; propone una nuova idea della vita personale, un diverso rapporto tra privato e pubblico, la possibilità, per ogni essere umano, di una vita personale, un diverso rapporto tra privato e pubblico, la possibilità, per ogni essere umano, di una via verso l’individuazione. “
“…la Grande Guerra segna il successo del nuovo metodo, conferma l’aspetto vulnerabile e psichicamente mutevole dell’essere umano, l’esistenza di pulsioni incontrollate e la potenza della distruttivita’. La figura maschile virile si ritrova schiacciata nella passività della trincea, lo shock da granata e le nevrosi da guerra costringono a ripensare il rapporto tra la psiche e la sua realtà esterna.”