Il tempo virtuale, un battito di ciglia

Articolo pubblicato il 3 ottobre 2016 su Comune-info.net

“Tra il “tempo freccia” della vita sociale e il “tempo tartaruga” che ha radici nei ritmi biologici e psichici di ogni individuo, passa l’incantesimo del “qui” e “ora” di una comunicazione che sembra svincolata da luoghi e persone concrete. Il senso di leggerezza che si prova nell’ ‘intimità’ virtuale dei ‘contatti’ telematici nasce dall’assenza di qualunque tipo di attrito: dalla rugosità della carta da lettera, all’impatto sensoriale col corpo di chi ci sta davanti. Lo schermo stesso del computer si fa trasparente, sottile e impercettibile per i segni che vi scorrono sopra, veloci come i pensieri, e, come i pensieri, pronti a sparire e ricomparire in un battito di ciglia.”

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