‘Perché hanno paura di una sedicenne?’

Articolo di Ariel Gold e Taylor Morley:

“Mentre #Me Too Movement continua a costruire e a esaltare altre voci emarginate, la voce di Ahed non è riconosciuta quando lei dovrebbe essere riconosciuta come un pilastro del movimento. Ahed sta revocando il suo consenso alla brutale occupazione di Israele. Si rifiuta di dare il suo consenso alle forze israeliane che invadono la casa della sua famiglia in un ulteriore brutale, inutile attacco notturno. Affronta i suoi aggressori e resiste al violento sistema di potere che continua a perpetuare questo ciclo di violenza contro i Palestinesi. Nello stesso modo i sopravvissuti ad assalti sessuali e allo stupro vengono zittiti, si dubita di loro, sono biasimati per i crimini commessi contro di loro. Ahed sta affrontando la stessa reazione violenta da parte dei suoi aggressori. Israele sta “facendo gli straordinari” per screditare Ahed e cancellare la sua voce, con la speranza che le persone crederanno alle loro invenzioni invece che alla verità. È ora che le voci di #Me Too Movement chiedano la sua liberazione e aiutino a fare dei parallelismi.”

Per leggere l’articolo completo, pubblicato su Comune-info.net il 2 gennaio 2018, clicca qui

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