Perché oggi possiamo pensare di cambiare i ruoli di potere

“Che altro sono il populismo, la “normalità”, il risentimento verso la “politica” tradizionalmente intesa, da cui viene il consenso a una figura “impresentabile” come Trump, se non quel retroterra che la civiltà ha creduto di poter controllare, tenere fuori dalla scena pubblica, dalle sue istituzioni, dai suoi “valori”, identificato per secoli col destino femminile? Se Bill Clinton dovette umilmente piegarsi a processo mediatico planetario senza precedenti, Trump può esibire con arroganza e vanteria la sua prestanza virile perché il capovolgimento temuto e tenuto a bada per secoli tra il corpo e la polis, la sessualità e la politica, oggi è sotto gli occhi di tutti. È passato quasi mezzo secolo da quando una generazione di donne “imprevista” sulla scena del mondo ha preso parola per dire “il personale è politico”. Oggi finalmente è chiaro – è quello che si legge nell’articolo di Mauro Magatti- che «quanto sta accadendo negli Stati Uniti ci riguarda tutti, uomini e donne».

Articolo pubblicato su La27Ora il 17 ottobre 2016, clicca qui per leggerlo

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